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Home Aneddoti e personaggi

Spilamberto aneddoti & personaggi

personaggi storiciSpilamberto è un paese ricco: di cultura, storia, tradizioni...e personaggi che hanno contribuito a questa ricchezza.

Di seguito un elenco di personaggi degni di nota nati e/o vissuti a Spilamberto.

INDICE
A - B - C - D - E - F - G - H - I - L - M - N - O - P - Q - R - S - T - U - V - Z


BRIANI GEROLAMO (1574 –1646) Illustre storico e letterato, scrisse una completa e dettagliata “Storia d’Italia dalla venuta di Annibale al Sacco di Roma (1527)”. Arguto e minuzioso, ricordiamo anche, tra le tante opere. la “Istoria della città di Modena dove si raccontano li fatti d’ suoi Cittadini dal tempo della Romana repubblica a’ nostri giorni...”(1613) considerata dal Tiraboschi “la migliore e la più ampia”.
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CANEVAZZI ANTONIO: (1804 - ?). 
Partecipò ai moti menottiani e, dopo la fuga di Francesco IV, organizzo a Spilamberto la Guardia Nazionale. Fu
ufficiale del Corpo dei Cacciatori a Cavallo. Alla prigionia nelle dure carceri veneziane, seguì l’esilio in Francia insieme al cognato Francesco Casali.
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CASALI FRANCESCO: (1809 – 1833). 
Patriota al fianco di Ciro Menotti di cui era amico e con il quale patì il carcere, partecipò, al comando di un cospicuo gruppo di spilambertesi (un quarto dei rivoltosi asserragliati nella casa del Menotti in C.so Canalgrande a Modena), all’insurrezione del 3 febbraio 1831. Morì in esilio in Francia.
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CAVANI DOMENICO (1819 – 1893), GIOVANNI (1851 – 1936), VINCENZO (1889 – 1973). Famosi fonditori di campane e soprattutto liutai, sono ampiamente citati nel “Dictionnaire universel des Luthiers” della Biblioteca di Versailles che li annovera fra i migliori costruttori di violini e li paragona, per tecnica e qualità, a P. Guarnieri.
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DELLA VALLE LUIGI: (1829 – 1899). 
Monsignore. Di famiglia benestante e numerosa, fin da ragazzo manifesta propensione agli studi umanistici retorici ed ecclesiastici. Nel 1852 frequentato il 
Seminario di Modena, è ordinato sacerdote e ben preso, grazie al suo talento, gli vengono offerti incarichi di prestigio che rifiuta per dedicare tutta la sua vita ai giovani, alla loro istruzione ed al loro avviamento al lavoro, prendendo come modello San Filippo Neri.
Il suo operato influì profondamente sulla vita modenese. Fondò la Tipolitografia Immacolata Concezione che avviò centinaia di ragazzi ad un lavoro qualificato e sicuro, aprì l’Oratorio del Paradisino non solo ai giovani ospiti dell’Istituto S.Filippo Neri e vi organizzò - nel 1882 - un piccolo teatro (l’odierno teatro del Sacro Cuore); iniziò la pubblicazione de “Il Diritto Cattolico” – contraltare dell’organo laico modenese “Il Panaro”. Fu inoltre fondatore del Banco S.Geminiano e S.Prospero e di un’altra attività tipografica: la Società Litoleografica S.Giuseppe, tuttora famosa fra i cultori del “piccolo antiquariato” per aver stampato per anni santini artistici – più propriamente “immaginette sacre” – di rara qualità utilizzate dalle chiese di tutta Europa.
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FABRIANI GIOVANNI: (1776 – 1843). 
Scienziato, fu Ispettore del ducale orto botanico di Modena e docente di botanica nell’Università di Modena.
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FABRIANI SEVERINO: (1792 – 1849).
Nato a Spilamberto da antica famiglia locale, trascorre i primi anni della sua infanzia a Correggio dove il padre esercita la professione di medico. Rimasto orfano di entrambe i genitori, torna a Spilamberto dove, sotto la protezione dello zio Giuseppe – arciprete maggiore del Duomo di Modena – viene avviato agli studi umanistici e retorici da dotto sac. Don Baraldini, prevosto di S.Adriano. Ordinato sacerdote nel 1814, dopo aver eseguito i corsi di filosofia e teologia al seminario modenese, qui rimane fino al 1822 per insegnare matematica. In seguito ad uno choc, nel 1821 perde per parecchi anni l’uso della voce e quando, nel 1824, dirige la scuola per l’educazione delle fanciulle sordomute affidate alle Figlie di Gesù (poi Figlie della provvidenza) fondata a Modena alcuni anni prima, coinvolto personalmente, con grande spirito filantropico unito ad una moderna sensibilità pedagogica, ideò un apposito metodo di insegnamento grammaticale per sordomuti: “Grammatica didascalica per uso dei sordomuti”. I fondamenti di questo metodo sono ancora applicati in molti istituti italiani e stranieri.
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FABRIANI UBALDO: (1805 – 1829) 
Docente di sacra scrittura e di lingua ebraica all’università di Modena.
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MACCHELLA NICOLO’ (1494 – 1554)
Medico ed umanista di profonda cultura, ebbe larga fama nei tempi in cui la medicina usciva dall’empirismo. Fu il primo che a Modena eseguì, nel dicembre del 1544, un’autopsia pubblicamente, nel corso di una lezione di anatomia. membro dell’Accademia Grillenzoni, fu lettore di Logica all’Università di Modena. La sua opera più importante è il Tractatus de morbo gallico considerata la prima trattazione scientifica sul “mal francese”. Tradusse dall’arabo scritti di medicina. Sepolto in S. Pietro a Modena, fu spesso considerato dai membri della scienza tradizionale di quel tempo un “diavolo” per l’innovazione delle sue teorie.
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MONARI don ELIO: (1913 – 1944). 
Medaglia d’oro al Valor Militare.Nato da famiglia contadina di Ruola, cappellano della Brigata partigiana “Italia”operante sull’Appennino modenese, già distintosi dopo l’8 settembre del 1943 nell’opera di solidarietà verso i soldati italiani sbandati e gli ex prigionieri alleati, nonchè verso gli ebrei perseguitati, fu catturato ed arrestato dai tedeschi a Pian della Gotti mentre assisteva un soldato tedesco morente. Trasportato a Firenze, rinchiuso nella purtroppo famosa “Villa Triste”fu, fucilato a Firenze. E’ medaglia d’oro al Valor Militare.
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OBICI GIUSEPPE: (1807 – 1878). 
Scultore rinomato, nasce il 10 ottobre in contrada detta dei Fabriani (ora via Giuseppe Obici nella casa rossa in cui figura la targa ricordo ed in cui si tiene il mercatino di Via Obici, appunto, per la Fiera di S.Giovanni) da Domenico e Matilde Bernardoni, spilambertesi D.O.C. Fin dalle tenera età si dedica all’arte, modellando figurine di creta. Si procura gli arnesi nella bottega del fabbro Carani e cuoce le crete nella fornace di Giacomo Selmi, a Ruola, che resterà sempre suo grande amico. Cominciati gli studi sotto il prevosto di S.Adriano, Baraldini, coltiva l’arte plastica e nonostante spesso distrugga le sue opere, la sua fama si sparge oltre il paese, grazie soprattutto ai signori che in estate vengono a villeggiare nelle campagne di Spilamberto. Per poter usufruire di una rendita lasciatogli da una zia , indossa l’abito talare e frequenta con scarsi profitti il seminario di Modena e contemporaneamente frequenta i corsi serali all’Accademia di Belle Arti. Insignito nel 1872 di un premio dalla stessa accademia, abbandona l’abito talare ed in seguito, grazie ad un sussidio assegnatogli dal Duca di Modena, completa gli studi a Carrara. Nel 1837 si trasferisce a Roma dove la sua arte conosce il massimo splendore e notorietà. Qui si trovano le sue opere più importanti come la Immacolata Concezione di Piazza di Spagna a cui l’8 dicembre di ogni anno il papa porta il saluto ed i Vigile del fuoco portano la corona di alloro. Elencare le sue opere sarebbe lungo, basti ricordare, per Modena, tra le tante: il Soldato ferito c/o il Museo Civico ed il Busto di L.A. Muratori alla Biblioteca Estense. A Spilamberto si possono ammirare il S.Giovanni Battista nella omonima chiesa e il Narciso alla fonte a Villa Fabriani. Dal Verano, ora le sue spoglie riposano nel cimitero di Spilamberto. Dicono fosse “un originale”. Probabilmente questo aspetto del suo carattere ha influenzato gli abitanti della via a lui dedicata tanto che anche oggi a Spilamberto si dice: “E’ uno di Via Obici!”.
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OBICI PIETRO: (1805 – 1849). 
Patriota. Arrestato nel 1831 come sospetto di idee liberali fu liberato dai rivoluzionari carpigiani mentre era condotto, in catene, a Mantova. In seguito fece parte, come capitano, delle truppe comandate dal gen. Zucchi e ne seguì le sorti fino alla capitolazione della Romagna e di Ancona. Esule in Toscana, quale insigne matematico e scienziato insegnò meccanica e poi idraulica nell’Università di Siena e poi in quella di Pisa.
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PICCIOLI PRUDENZIO: (1813 – 1883). 
Scultore. Apprende le prime nozioni dell’arte plastica frequentando la scuola di ornato a Spilamberto. Di povera famiglia è il Comune che paga la retta per i suoi studi c/o un educandato di Modena. Per dimostrare la sua gratitudine, modella per il comune stesso alcune opere che, insieme ad altre terrecotte dell’età matura, figurano ancora oggi tra il patrimonio artistico dell’ente. Raggiunta la notorietà, lo troviamo operatore soprattutto a Bologna, nelle chiese di S.Francesco, di S.Carlo in Via Del Porto e nella Certosa. A Reggio Emilia esegue le statue per il Teatro, ora dedicato a Romolo Valli. I biografi raccontano che anche questa figura spilambertese unisse alla genialità artistica un tocco di “originalità” di carattere che ben si addice alle sue origini spilambertesi.
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QUARTIERI FERDINANDO
QUARTIERI MARIA cui è dedicato l’Asilo infantile
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RONCATI FRANCESCO: (1832 - 1906). 
Il padre Gaetano, farmacista, vuole che frequenti le scuole “normali” fino al ginnasio nel suo paese natale ed infatti lo troviamo fra gli alunni che frequentano con grande profitto la scuola di Spilamberto. Laureatosi in medicina e diventato psichiatra di fama mondiale, pone particolare attenzione allo studio delle malattie provocate dal lavoro. E’ considerato il fondatore della medicina del lavoro ed in USA diversi sono gli ospedali e gli istituti a lui intitolati. A Spilamberto, un’opera pia che si occupa di ammalati ed anziani, legata ad un vecchio ospedale, ancora porta il suo nome.
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RONCATI SEVERINO: (1808 – 1889).
Ecclesiastico, fu direttore dell’oratorio San Filippo Neri e molto si adoperò per l’istruzione dei giovani.
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SANTUNIONE ANSELMO (+1886).
Figura di combattente e Camicia Rossa, seguì con ardore Garibaldi nelle sue più difficili e gloriose imprese come quella del Volturno. Arruolatosi nella Marina Nazionale fece parte dell’equipaggio della famosa cannoniera “Palastro” su cui trovò la morte assieme a tutto l’equipaggio nello scoppio della nave nel corso della battaglia di Lissa.
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SAVANI ALESSANDRO: (1788 – 1871). 
Scienziato docente di chimica all’Università di Modena. Fu tra i compilatori della “Farnacopea estense” del 1839.
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SAVANI GIUSEPPE MARIA: (1739 – 1808). 
Medico, professore di patologia poi di botanica e di chimica all’Università di Modena, fu membro dell’Accademia Rangoni ed autore di numerosi scritti di medicina.

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SOLI IVO
: (1898 – 1976). 
Scultore. Nato in località Confine, si trasferisce fin da piccolo con la famiglia a Vignola. Tra le sue opere ricordiamo, a Milano, un “Vangelo” nel Duomo grande ed il Monumento a Carlo Porta. Suoi sono il busto della poetessa Ada Negri a Lodi, il monumento a Gregorio Agnini a Finale Emilia ed il monumento ai Caduti in Guerra a Pavullo.
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TACCHINI PIETRO: (1838 – 1905). 
Astronomo e fondatore della Società spettroscopica Italiana e della rivista “Memorie degli spettroscopici italiani”, succede a Padre Secchi nella direzione dell’Ufficio centrale di Metereologia di Roma, dell’Osservatorio del Collegio Romano e del museo Copernicano.
Presidente della Società Sismologica Italiana, lasciò numerosi scritti di valore scientifico.
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TACCONI (famiglia dei). 
Dall’inizio del secolo XIX a tutt’oggi annovera famosi ebanisti ed intagliatori, nonchè restauratori. Loro opere sono in Vaticano, a Bologna, Modena, Spilamberto ed in molti palazzi delle più nobili famiglie del secolo scorso. Il più famoso è Giuseppe.
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TROILI FRANCESCO (1613 – 1685)
Detto il Paradosso dal titolo di un suo trattato sulla pittura ed architettura. A 15 anni si trasferisce a Roma dove frequenta botteghe di alcuni pittori al olio ed a fresco. tra i suoi maestri, F. Gessi, allievo di G. Reni. Sposatosi, per mantenere i suoi 13 figli svolge una intensa attività di 2quadraturista” – l’arte di raffigurare su pareti piane opere d’architettura in modo illusionistico-. Ben presto ne diviene caposcuola. Intelligentissimo teorico del prospettivismo, la sua fama valica le Alpi. Nel 1672 pubblica “Paradossi per pratticare la prospettiva senza saperla, Fiori per facilitare l’intelligenza, Frutti per non operare alla cieca. Cognitioni necessarie à Pittori, Scultori, Architetti ed a qualunque si diletti di disegno” dedicata ai Marchesi Rangoni, Signori di Spilamberto. Il libro, giudicato irriverente e antiscientifico dai dotti dell’epoca, per il suo uso pratico e la facile consultazione fu molto utilizzato da “quasi tutti i professori” e segnò il trionfo della spregiudicata intelligenza pratica sulle pesanti elucubrazioni degli eruditi. Sue opere furono richieste da tutt’Italia ed anche oltre i confini. Recentemente alcune sue “macchine matematiche” sono state ricostruite ed esposte, insieme al pantografo di Scheiner, alla Finestra du Durer ed al Prospettografo di Lambert, al Museo Universitario di Storia Naturale e della Strumentazione Scientifica di Modena.
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VISCHI LUIGI (1826 – 1902)
Il padre, mercante, lo manda a scuola Spilamberto fino a 16 anni (1842). Le sue pagelle sono piene di “Lode specialissima” ed a fine anno è sempre tra i premiati. Ordinato sacerdote, si dedica all’insegnamento ed all’assistenza in particolare delle famiglie dei volontari di guerra e dei reduci. Opera per l’istituzione di asili. nel 1859 è membro dell’Accademia di Scienze Lettere ed Arti. E’ Preside del Liceo di Cesena e, tornato a Modena, dal 1876 al 1892 alterna i suoi uffici sacerdotali con l’attività di storico e letterato. resta famoso il suo n”Archivio muratoriano”, minuzioso e prezioso catalogo di scritti e documenti lasciati dallo storico ai familiari e pubblicato in occasione del 2° centenario della nascita di L.A. Muratori. Seguiranno altri scritti e studi sul Muratori. Ormai cieco, si ritira a Spilamberto dove si dedica ad opere di pubblica utilità. Muore il 10 dicembre del 1902.
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ZANICHELLI GIROLAMO: (XVII secolo) 
Medico, chimico, visse la sua maturità a Venezia dedicandosi all’arte farmaceutica. Fu medico personale di alcuni dogi veneziani per i quali confezionò le ancora oggi famose “pillole di Santa Fosca”. Francesco Farnese lo nominò, per i suoi meriti, medico di corte. Scrisse anche diverse opere di argomento biologico.
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